Guida Alla Search Console





Mi chiamo Filippo Jatta, sono il fondatore di JFactor.it, il mio blog riguardante il posizionamento SEO su Google. In questo articolo ti mostro come sfruttare la Search Console per migliorare le performance e il posizionamento del tuo sito web.

La Search Console è uno strumento di monitoraggio offerto gratuitamente da Google, e offre molti strumenti e indicazioni utili per migliorare le performance, il posizionamento e il traffico sul motore di ricerca.

Qui trovi, passo-passo, le istruzioni per sfruttare tutte le opzioni più interessanti. Iniziamo allora, voce per voce.

Dashboard

La prima voce presente è quella relativa alla dashboard

 Guida alla Search Console

Questa ci offre un riassunto dello stato del sito web: ci indica gli errori di scansione, l’andamento delle ricerche sul sito web e lo stato di indicizzazione delle url indicate in sitemap.

Sono indicazioni importanti, ma non mi soffermo ora, dato che saranno spiegate nel dettaglio più avanti.

Messaggi

Subito sotto la voce “Dashboard” si può accedere all’area messaggi, in cui si trovano avvisi che Google invia ai webmaster.

Alcuni messaggi possono riguardare l’aggiunta di account con diritti di amministrazione, suggerimenti per un miglior posizionamento del sito, oppure i temutissimi avvisi per penalizzazioni.

Aspetto nella ricerca

Dati Strutturati, Schede Informative ed Evidenziatore di Dati

Le tre voci successive riguardano un elemento molto interessante per dialogare con Google.

Si tratta infatti di strumenti utili per monitorare e sfruttare i dati strutturati.

I dati strutturati sono degli elementi di codice che, in maniera univoca e precisa, spiegano a Google cosa è presente in una determinata pagina web.

Facciamo un esempio:

Se abbiamo un e-commerce di costumi da bagno e lo strutturiamo adeguatamente, Google intuirà, tramite elementi testuali (titoli, descrizioni, prezzi), immagini ed elementi di interazione (carrello, modulo pagamenti), che un visitatore può acquistare un costume dalla nostra pagina.

Si tratta comunque di una conclusione che Google ha dovuto effettuare analizzando la pagina.

Inserendo i dati strutturati, invece, diremo direttamente a Google che il nostro sito è un e-commerce e vende costumi da bagno.

Attualmente l’utilizzo dei dati strutturati non è un fattore diretto di posizionamento, anche se è molto gradito a Google.

Parlo di fattore “non diretto”, in quanto l’utilizzo dei dati strutturati permette di comparire nelle SERP con degli elementi aggiuntivi (immagini per le ricette, stelline per prodotti recensiti, ecc), che possono migliorare il CTR e quindi, di conseguenza, dimostrare a Google che gli utenti hanno preferenze verso il nostro sito web. Un CTR maggiore porterà maggior traffico organico.

La voce “dati strutturati” mostra quante pagine sono state arricchite con questi dati, e quante presentano eventuali errori.

 search console di Google 

Utile la voce “Evidenziatore di dati”, che permette l’inserimento dei dati strutturati in maniera semplice e intuitiva.

Basta infatti selezionare, nella pagina da arricchire, le varie parti di contenuto e indicare direttamente a Google cosa esattamente riguardano. Ad esempio, possiamo selezionare l’orario di apertura di un’attività locale, e poi spuntare la voce “orari di apertura e chiusura”.

In questo modo Google capirà facilmente di cosa stiamo parlando.

Miglioramenti HTML

Questa voce ci permette di spere quali pagine del nostro sito hanno bisogno di essere arricchite con title tag e meta descrizioni.
Ci vengono infatti mostrate le pagine in cui questi elementi sono mancanti, sono troppo brevi oppure sono duplicati.
Cliccando sulle varie voci a disposizione possiamo avere appunto la lista esatta di pagine per le quali migliorare tali elementi.

 Google Search Console 

Accelerated Mobile Pages

Le accelerated mobile pages (AMP) permettono il caricamento super rapido delle pagine di un sito.

A mio personale parere sono utili se si ha un sito di news, mentre per altri tipi di siti web bisogna valutarne l’implementazione.

Il motivo è che le pagine AMP, al fine di aumentare la velocità di caricamento, si presentano spoglie di molti elementi grafici e interattivi che possono aumentare le conversioni di un sito web.

Ad ogni modo nella Search console è presente la voce dedicata, utile per utilizzare e controllare lo stato di queste pagine.

Traffico di ricerca

La voce traffico di ricerca comprende numerose sotto voci, molto utili per il posizionamento di un sito web su Google. Andiamo a vederle una per una.

Analisi delle ricerche

Qesta voce offre spunti molto interessanti: mostra grazie a quali parole chiave otteniamo traffico in un determinato tempo, il numero di click che riceviamo, il CTR medio e la posizione media in SERP.

 analisi delle ricerche 

In questo modo possiamo valutare per quali query migliorare il posizionamento, per quali cercare invece di aumentare il CTR (magari ottimizzando il meta title e la meta description).

Possiamo anche selezionare la vista per pagine, e vedere quali sono le pagine del nostro sito che ottengono più visite.

 Analisi delle ricerche 

Ordinando per pagine, sapremo quali contenuti ottengono più visite, e potremo quindi concentrare le nostre attenzioni sulle pagine che effettivamente ci fanno ottenere traffico.

Questi dati tuttavia sono incompleti, in quanto sia Search Console che Analytics non offrono più dati pienamente soddisfacenti e ricchi come fino a qualche anno fa, soprattutto per quanto riguarda le kw dalle quali otteniamo traffico.

Tuttavia, i dati sono comunque utili per farsi un’idea.

Link che rimandano al tuo sito

Sappiamo che i link provenienti da altri siti web sono un fattore di posizionamento importante.

Parallelamente, ricevere troppi link di bassissima qualità potrebbe rappresentare un problema.

Con la voce “link che rimandano al tuo sito”, la Search Console offre un elenco di siti web che rimandano al nostro.

Possiamo visualizzare sia i siti esterni che ci linkano, che osservare quali sono le pagine del nostro sito che vengono maggiormente linkate.

Tali elenchi sono piuttosto corposi e soddisfacenti, anche se non completi.

È possibile quindi che alcuni link in ingresso non vengano registrati in questo strumento.

 Link Totali 

Link interni

La voce link interni rappresenta l’altra faccia della medaglia dei link: se con la voce precedente abbiamo preso visione dei link che il nostro sito riceve dall’esterno, con questa vedremo quali sono le pagine del nostro sito che sono linkate da altre pagine del sito stesso.

 Link Interni

Questa funzione è utile per verificare, con un rapido colpo d’occhio, che la distribuzione di link interni sia equilibrata, e che le pagine obiettivo siano correttamente rafforzate in tal senso.

Azioni manuali

Questa voce indica se sono presenti penalizzazioni manuali che colpiscono il sito.

Nel caso sia presente una penalizzazione, viene specificato il motivo.

Attenzione però: l’indicazione avviene solo per penalizzazioni manuali, e non per filtri algoritmici. Se il sito web è stato vittima di un filtro algoritmico (Panda, Penguin ecc) non comparirà nessun avviso.

Targeting internazionale

Questa voce è molto importante per settare lingua e paese target.

Immaginiamo di avere un sito con estensione .com: Google non sa quale sia il paese cui ci rivolgiamo.

Certo, lo deduce da altri fattori, come la lingua utilizzata, ma se il sito è in inglese, ad esempio, potrà sempre avere il dubbio che ci rivolgiamo agli USA, agli UK o all’Australia, ad esempio.

Quindi, nella linguetta “Paese” possiamo selezionare manualmente il nostro Paese target, per dissipare ogni dubbio.

Nel caso in cui il nostro sito utilizzi un’estensione nazionale (it per l’Italia, fr per la Francia, de per la Germania, e così via) tale settaggio avviene in automatico e non è possibile modificarlo.

 Targeting internazionale 

Usabilità sui dispositivi mobili

Questa voce offre indicazioni utili riguardo l’ottimizzazione per dispositivi mobili.

Vengono evidenziati eventuali problemi di usabilità, come l’utilizzo del flash (da sempre indigesto a Google), un non corretto ridimensionamento di alcuni elementi, elementi troppo piccoli o vicini tra loro.

Considerando che Google dà sempre più rilievo all’esperienza mobile, è importanza controllare questa voce, per risolvere problemi che possono impedire una buona esperienza ai visitatori.

 Usabilità dipsositivi 

Indice Google

Questa voce offre indicazioni riguardo l’indicizzazione e le risorse bloccate, oltre a offrire l’ozione “Rimozione URL”.

Stato dell’indicizzazione

Qui possiamo scoprire quante sono le pagine indicizzate da Google, e quali invece sono bloccate dal robot.txt.

 stato indicizzazione 

Risorse bloccate

La voce risorse bloccate ci mostra eventuali elementi che Google non riesce a scansionare correttamente.

E’ importante osservare che talvolta gli elementi indicati dovrebbero essere sbloccati, affinché Google possa perfettamente indicizzare i contenuti, mentre altre volte gli elementi bloccati non sono dannosi, in quanto relativi a risorse esterne sulle quali non possiamo intervenire.

Va quindi analizzato l’elenco presente con cura, per valutare se è effettivamente necessario attuare dei miglioramenti in tal senso.

Rimozione URL

La voce rimozione URL permette di rimuovere temporaneamente alcune URL dai risultati di ricerca.

Tuttavia, è importante sapere che Google riprenderà normalmente a indicizzare tali pagine.

Per questo motivo, se si vuol far in modo che una determinata pagina non sia più indicizzata, è molto meglio utilizzare il tag no index.

Scansione

La voce “Scansione” offre 6 strumenti piuttosto interessanti, vediamoli una per una.

Errori di scansione

In questa voce possiamo controllare:

  • errori soft 404 pagine che esistono, ma rispondono con poco contenuto, una o due righe, e fanno credere a Google che il contenuto non sia presente)
  • pagine non trovate pagine con errore 404 del sito web.

Sotto il grafico abbiamo l’elenco di tali pagine. Cliccando su ognuna di essere potremo scoprire da quali pagine vengono linkate.

Questa opzione è importante per eliminare eventuali link interni rotti.

Se eliminiamo delle pagine dal nostro sito è infatti importante che i link interni non rimandino più alle pagine eliminate.

Eliminando le pagine vedremo anche il numero di errori dovuti a pagine non trovate che aumenta.

Questo non deve preoccuparci, in quanto è normale che Google continui a cercare per un po’ di tempo la risorsa, senza trovarla. Quando eliminiamo una pagina possiamo anche inserire l’indicazione 410, per indicare al motore di ricerca che la pagina in questione non esiste più.

 Grafici 

Statistiche di scansione

Viene qui indicato l’andamento del lavoro del crawler di Google nel nostro sito: quante pagine vengono sottoposte a scansione, quanti kb vengono scaricati e così via.

L’indicazione del tempo trascorso per il download di una pagina è utile per verificare eventuali problemi di eccessiva lentezza.

 statistiche di scansione 

Visualizza come Google

Questo strumento ci permette, in maniera chiara e grafica, di controllare che il motore di ricerca legga correttamente le pagine del nostro sito.

Possiamo inserire infatti la URL di cui desideriamo effettuare il recupero e la visualizzazione, e verificarne lo stato.

Uno stato di tipo “fine” o “parziale” indica che Google riesce a scansionare la pagina, mentre avvisi come “temporaneamente non raggiungibile”, oppure “reindirizzata” indicano che la scansione della URL richiesta non può avvenire.

 Visualizza come Google 

Tester dei file robots.txt

Il file robots.txt è un piccolo file di testo che può contenere indicazioni e comandi verso i bot dei motori di ricerca.

All’interno di questo file, ad esempio, possiamo inserire comandi come il disallow, per impedire la lettura del documento. C’è da aggiungere, però, che anche questo comando può essere ignorato dal motore di ricerca, se noi linkiamo verso la pagina in questione.

Ad ogni modo in questo campo dovremo semplicemente accertarci che il file robots.txt non contenga dei comandi che impediscano ai motori di ricerca la corretta indicizzazione del sito.

In linea di massima, salvo eventuali necessità specifiche, lascio il file vuoto, con l’aggiunta della sola sitemap.

Aggiungere qui la sitemap aiuta il motore di ricerca a trovarla e, quindi, a indicizzare le URL ivi elencate.

In realtà, tale operazione non è così importante, dato che la SC offre la sezione apposita, come vedremo ora.

Sitemap

Con questo strumento possiamo, come anticipavo prima, collegare la sitemap xml del sito alla SC.

In tal modo Google troverà la sitemap facilmente e potrà indicizzare le URL indicate.

Aggiungere il link della propria sitemap è semplice: basta cliccare sul pulsante “aggiungi/testa sitemap” e indicare la URL.

Google offrirà poi il grafico e i dati riguardanti i contenuti che sono stati indicizzati, tra quelli inseriti in sitemap.

È normale che non tutte le singole pagine vengano indicizzate, però è importante controllare che quelle obiettivo, quelle ricche di contenuto e soprattutto importanti per il posizionamento su Google, lo siano.

La nuova versione della SC offre anche l’indicazione dei motivi dell’eventuale mancata indicizzazione.

 sitemap 

Parametri URL

Si tratta di una voce che, francamente, non ho mai dovuto usare.

Tramite questa funzione si può indicare a Google l’utilizzo di alcuni parametri presenti sul nostro sito.

A meno che non si abbiano delle specifiche necessità, consiglio di non utilizzare questa funzione.

Problemi di sicurezza

In questo campo vengono evidenziati eventuali problemi di sicurezza del sito web, come la presenza di malware.

La nuova Search Console

Google sta approntando la nuova versione della Search Console.

Questa offre attualmente la voce “Stato”, suddivisa in “Prestazioni” e “Copertura indice”, e la voce “Sitemap”.

Le voci “Sitemap” e voce “Prestazioni” sono l’analogo delle voci “Sitemap” e “Analisi delle ricerche” mostrate precedentemente, ma un interessante passo avanti è rappresentato dalla voce “Copertura indice”.

Questa voce indica lo stato di indicizzazione delle pagine web, ma soprattutto, quando una pagina web non viene indicizzata, ne viene mostrato il motivo.

Il motivo può essere la presenza del canonical, oppure un contenuto giudicato di bassa qualità, oppure ancora un tag noindex presente.

Grazie a questa funzione è possibile controllare che le pagine non indicizzate siano effettivamente da non indicizzare, e si può attuare le necessarie modifiche per far indicizzare quelle risorse che invece dovrebbero essere scansionate e proposte ai visitatori da parte di Google.

Ecco una schermata d’esempio. Cliccando sulla voce “l’URL inviato contiene un tag “noindex””, possiamo accedere all’elenco delle pagine che non vengono indicizzate per tal motivo e valutare il da farsi.

 Impressioni

 Con questa funzione si conclude la guida alla Search Console.

Spero di aver scritto una guida utile per chiunque voglia iniziare a utilizzare questo prezioso strumento.

 

 

 

 

 

Guarda il video sul posizionamento nei motori di ricerca

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